Descrizione
Questo libro è nato dai venti e più volumi che formano lopera di Giovanni Macchia. Ma non può essere definito unantologia delle sue pagine più belle. Egli ha tentato invece di porre in evidenza i temi che hanno maggiormente attratto il suo straordinario intuito critico e il suo gusto.
Ciò che si può scorgere dallinsieme di queste pagine è come il disegno di una città, ma ricca di contrasti e di contraddizioni. Il suo centro è costituito in massima parte dai luoghi ove personaggi lontani e diversi, tutti legati a una passione fondamentale (la costanza e il dubbio, la crudeltà e la dissimulazione, listinto di sedizione e la giustizia, il piacere e la malinconia, la malattia e lossessione gloriosa della morte, ecc.), recitano la loro commedia umana, mentre tra luci e ombre, tra suoni e colori, si allestiscono altrove festosamente spettacoli di pittura e di musica.
Ma dal tracciato di questa città si spande anche unatmosfera misteriosa o sinistra. Sintravedono palazzi in costruzione, progettati e mai finiti, e che nessuno sa quale fisionomia assumeranno nel tempo. Sono i «fantasmi dellopera». Oppure, come i resti di un passato in distruzione, appaiono rovine e prigioni, ove personaggi sequestrati sono destinati, non si sa bene per quale colpa, a soccombere.
A descrivere questo strano paesaggio urbano, fatto di teatri e di rovine, di divertimenti e di follia, di passato e davvenire, dimmaginazione e di storia, era necessario servirsi di forme espressive corrispondenti. E così in queste pagine il saggio critico ha ceduto il posto al saggio come racconto, e il racconto al dialogo: forma teatrale con cui lautore ha cercato di avvicinare qualche grande scrittore o di dar vita a figure che, non essendo mai entrate nel mondo dellarte e della letteratura, si sono portate dietro il mistero indecifrabile della loro esistenza.
| Editore: | Adelphi |
| Collana: | Biblioteca Adelphi |
| Codice EAN: | 9788845909375 |
| Anno edizione: | 1993 |
| Anno pubblicazione: | 1993 |
| Dati: | 615 p. |





