Descrizione
Le cinque lettere che fra il 2019 e il 2020 Azar Nafisi ha indirizzato al padre, proseguendo un dialogo che la morte di lui non ha interrotto, sono la più persuasiva risposta a questo cruciale interrogativo. Mentre intorno a lei, anche negli Stati Uniti, la realtà si fa sempre più allarmantedallaffermarsi di tendenze totalitarie alla pandemia di Covid-19e indignazione e angoscia paiono sopraffarla, Azar Nafisi torna a immergersi nei libri che più ha amato, e ci mostra, intrecciando racconto autobiografico e riflessione sulla letteratura, come Salman Rushdie e Zora Neale Hurston, David Grossman e Margaret Atwood, e altri ancora, labbiano accompagnata nei momenti più difficili, come veri e propri talismani. E le abbiano dischiuso, con la loro multivocalità, inattese prospettive: insegnandole per esempio a dubitare della soffocante dicotomia tra aggressore e vittima; a vedere nellodio e nella rabbia, in apparenza capaci di conferire identità, una fuga dal dolorea comprendere che le grandi opere letterarie sono davvero pericolose, giacché smascherano ogni impulso tirannico, fuori e dentro di noi. Sicché leggerle pericolosamente significa accogliere lirrequietezza e il desiderio di conoscenza di cui ci fanno dono.
| Traduttore: | Anna Rusconi |
| Editore: | Adelphi |
| Collana: | La collana dei casi |
| Codice EAN: | 9788845938603 |
| Anno edizione: | 2024 |
| Anno pubblicazione: | 2024 |
| Dati: | 216 p., brossura |





