Descrizione
Per frenare lesaltazione e la superbia di un dio (Indra), un altro dio (Visnù), sotto le spoglie di un bambino, gli mostra una fila di formiche in marcia: sono altrettanti Indra, che in altri eoni hanno compiuto le stesse imprese, si sono esaltati e poi sono tornati a essere formiche. Con questa visione altamente ironica e vertiginosa, quale ci appare in un angolo di una narrazione puranica, Heinrich Zimmer ci fa subito intendere in quale selva sterminata, e incomparabile a ogni altra, si addentri chi vuole conoscere i miti e i simboli dell'India. Tutto, in India, si moltiplicae molte più volte di quanto non accada altrove. Ma non è questo il vero punto. Limmensità indicata dalla moltiplicazione serve innanzitutto a mostrare la pochezza di ogni accumulo rispetto a unaltra dimensione, dove agisce una potenza opposta: il distacco. E, fra luno e laltro di questi mondi, sospesa come un miraggio o una tessitura che in ogni nodo stringe una figura e una storia, mentre si espande e si disfa ad ogni attimo, è maya, la magia primordiale, il potere metamorfico e femminile di un Assoluto che si cela e si eclissa sotto linfinita moltitudine delle forme, ma allo stesso tempo non appare e non si svela che attraverso di esse. Indra, re degli dèi, ma anche Buddha, Visnu, Siva, i sapienti Narada e Markandeya, assetati di conoscenza, o i titanici e mostruosi demoni che di tanto in tanto minacciano lordine cosmico, si confrontano qui con la sfuggente e insormontabile potenza dellapparire, che nel fingersi Altro ha linviolabilità dellombra e del miraggio.
| Traduttore: | Fabrizia Baldissera |
| Editore: | Adelphi |
| Collana: | Collezione Il ramo d'oro |
| Codice EAN: | 9788845909948 |
| Anno edizione: | 1993 |
| Anno pubblicazione: | 1993 |
| Dati: | 262 p., ill., 3 ed. |





