Descrizione
Linvasione russa della Cecoslovacchia nel 1968 non ha solo conculcato i diritti umani, la democrazia, la giustizia: ha ridotto a «un foglio di carta in fiamme / dove scompare la poesia»scriveva Kundera nel 1980 citando lamato Nezvaluna «grande cultura». Una cultura unica, che la «capitale magica dEuropa» ha forgiato lungo i secoli, e che ha conosciuto lapogeo con Kafka, Hašek e Janacek, artefici dei «tre pannelli del quadro dellinferno futuro»: «labirinto burocratico», «idiozia militare», «disperazione concentrazionaria». Tracciare il ritratto di Praga significava allora, per Kundera, riportare alla luce unAtlantide inabissata, salvare una visione del mondo renitente a «identificarsi con la Storia» e a «cogliere nei suoi spettacoli serietà e senso». Ma noi lettori non potremo fare a meno, oggi, di riconoscere in quel ritratto, attraversato da un fremito di commossa nostalgia, un autoritratto, che rivela, meglio di qualunque saggio critico, la genealogia segreta da cui scaturisce lopera di Kundera. Dentro al suo laboratorio ci conduce anche Ottantanove parole, un dizionario personale nato nel 1985 dallesigenza, per lui che ancora scriveva in ceco ma pensava ormai a come ogni frase sarebbe suonata in francese, di chiarire al nuovo pubblico le «parole chiave», le «parole trabocchetto», le «parole damore» attorno alle quali erano costruiti i suoi romanzie tuttora essenziale per chi li ami e voglia conoscerli meglio.
| Traduttore: | Giorgio Pinotti |
| Editore: | Adelphi |
| Collana: | Piccola biblioteca Adelphi |
| Codice EAN: | 9788845938764 |
| Anno edizione: | 2024 |
| Anno pubblicazione: | 2024 |
| Dati: | 102 p.,libro in brossura |





