Descrizione
«Se i greci hanno conosciuto tutte le forme di figurazione del soprannaturale, pietre grezze, travi, pilastri, oggetti vari, animali, maschere, essi hanno tuttavia attribuito un valore quasi canonico alla rappresentazione antropomorfa. Quali sono i significati religiosi di questo privilegio accordato al corpo umano come specchio delle potenze divine? Quali aspetti del dio la figura delluomo, più di ogni altra, riesce a esprimere? La figurazione umana del dio conduce poi, in Grecia, al passaggio dal simbolo allimmagine. Gli idoli antropomorfi arcaici non sono immagini. Non ci offrono il ritratto del dio. Attraverso il corpo umano, essi mostrano valori divini il cui splendore illumina lidolo, lo trasfigura facendo brillare su esso, come un riflesso venuto dallaldilà, quelle benedizioni la cui origine è negli dèi: bellezza, giovinezza, salute, vita, forza, grazia. Perché lidolo divenga immagine non è sufficiente che, svincolato dal rituale, assuma la sola funzione di essere visto e che, sotto lo sguardo della città, si trasformi in puro spettacolo; occorre anche che questidolo, invece dintrodurre nel mondo visibile la presenza dellinvisibile divino, si proponga, grazie allimitazione esperta delle forme esteriori del corpo, di riprodurne lapparenza».
| Traduttore: | Adriana Zangara |
| Editore: | SE |
| Collana: | Testi e documenti |
| Codice EAN: | 9788867239146 |
| Anno edizione: | 2025 |
| Anno pubblicazione: | 2025 |
| Dati: | 192 p., brossura |





