Descrizione
Nellestate che segue la pubblicazione di Aurora (1881) si verifica levento forse più profondo, certo più misterioso della vita interiore di Nietzsche: a Sils-Maria egli è come fulminato dallintuizione dell«eterno ritorno delle stesse cose». «Questa vita, come tu ora la vivi e lhai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te e tutte nella stessa sequenza e successionee così pure questo ragno e questo lume di luna tra i rami e così pure questo attimo... leterna clessidra dellesistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello di polvere!»: se si prescinde dai frammenti postumi, questa è la formulazione più chiara tra le poche che Nietzsche stesso ha dedicato allidea dell«eterno ritorno», e si trova nel quarto libro della Gaia scienza.
Nellinverno 1881-82, durante il suo secondo soggiorno genovese, Nietzsche credette in un primo momento di dover continuare lopera pubblicata lanno avanti, esotto il titolo di Continuazione di Auroratrascrisse una gran parte dei pensieri che si erano ormai venuti accumulando nei suoi taccuini e quaderni, a eccezione di quelli dedicati all«eterno ritorno».
Tra laprile e lottobre di questo anno si svolge il breve incontro con Lou von Salomé, appena ventenne. Forse trascinato da una specie di fede nella «provvidenza personale»,che egli del resto, nella Gaia scienza, definisce come un grave pericolo per gli individui di eccezioneNietzsche crede di avere trovato, non solo una compagna per la vita, ma addirittura una discepola e una continuatrice in questa giovane donna eccezionale (che sarà una ventina danni dopo lamica di Rilke, e poi lallieva di Freud). In questo periodo di grandi speranze, egli dà forma definitiva alla nuova opera, che ormai non è più la Continuazione di Aurora, ma assume un proprio, lieto titolo: La gaia scienza. Lincontro con Lou si chiuderà nel disinganno e nellamarezza: lanno cominciato nella gaiezza luminosa del Sanctus Januarius genovese muore in un grigio autunno di solitudine e di inquieto errare tra Santa Margherita, Rapallo e Genova; ma proprio in mezzo a questo eccesso di delusione e desolazione Nietzsche comporrà la prima parte del suo Zarathustra. E qui il ciclo interiore di questo periodo della vita di Nietzsche si conclude: la figura di Zarathustra, infatti, era già sortainsieme con il pensiero dell«eterno ritorno» di cui il saggio persiano doveva diventare laraldo , nellestate engadinese del 1881. Numerosi aforismi della Gaia scienzacome risulta dal nostro apparato criticoerano centrati, nella loro fase preparatoria, su Zarathustra. La gaia scienza è perciò anche un interludio, una specie di pausa gioiosa prima della tragedia: Incipit tragoedia è appunto il titolo dellaforisma che alla fine del quarto libro annuncia esplicitamente il «tramonto» di Zarathustra, la sua discesa tra gli uomini.
La gaia scienza comprende nella redazione definitiva cinque libri: di questi, quattroinsieme col preludio in versi Scherzo, malizia e vendettafurono pubblicati da Nietzsche nellestate del 1882; cinque anni dopo egli aggiunse, nella seconda edizione, una prefazione, un quinto libro e unappendice, ancora in versi, Canzoni del principe Vogelfrei (nelle quali egli accolse, con alcune modifiche, anche la maggior parte degli Idilli di Messina). Nel primo libro, il tema ricorrente è quello dellimportanza del «male» nella storia delluomo, mentre «tutte le etiche sono state assurde e contro natura, fino al punto che ognuna di esse avrebbe potuto mandare in rovina lumanità, se se ne fosse impadronita». Il secondo libro è dedicato in prevalenza alle questioni dellarte, intesa qui come «buona volontà dellapparenza», come un mezzo per sopportare l«universale non verità e menzogna», accertata dalla scienza, e per «riposarci dal peso di noi stessi». Il terzo si potrebbe chiamare il libro della «morte di Dio»: «Noi labbiamo ucciso!... tutti coloro che verranno dopo di noi apparterranno, in virtù di questa azione, a una storia più alta di quanto mai siano state le storie fino a oggi!». Il quarto libro, che chiudeva La gaia scienza nella sua prima edizione, porta un titolo: Sanctus Januarius; di esso Burckhardt scrisse a Nietzsche: «... alla fine il Sanctus Januarius! Mi sbaglio, o questultima parte è un monumento tutto speciale che Ella ha innalzato a uno degli ultimi inverni nel Sud? Vi si respira appunto ununica atmosfera...». Nelle aggiunte del 1887, in special modo nel quinto libro, che porta il titolo Noi senza paura, Nietzsche delineaalla luce delle nuove acquisizioni della sua filosofiala figura dello spirito libero, senza nome, senza patria, «argonauta dellideale».
| Traduttore: | Mazzino Montinari |
| Editore: | Adelphi |
| Collana: | Opere complete di Friedrich Nietzsche |
| Codice EAN: | 9788845907715 |
| Anno edizione: | 1991 |
| Anno pubblicazione: | 1991 |
| Dati: | XI-570 p., ill., 2 ed. |





