Descrizione
Chi meglio di Chesterton, nato in epoca vittoriana, lucido e pungente come Sherlock Holmes, poteva prendere d'assalto i contrafforti del sistema vittoriano?
G.K. Chesterton era incapace di introdurre anche solo una traccia di moderazione in ciò che facevasi trattasse di alimentarsi, naturalmente, ma anche di attività per lui ancora più naturali, come leggere, scrivere o parlare. E così quando decise di raccontare attraverso una serie di ritrattida Bentham a Carlyle, da Dickens a Hardyl'età vittoriana, di cui lui stesso era una specie di ultimo, umorale testimone, scrisse questo libro unico e prezioso: una grande satira, che è anche un infinito atto d'amore. Una pagina dopo l'altra, l'intelligenza irrequieta e inclassificabile di Chesterton («Il compito dei progressisti è commettere errori; quello dei conservatori è di impedire che vengano emendati») riporta in vita uno dei grandi momenti della letteratura come l'abbiamo conosciuta, e come continuiamo ad amarla: lasciando spesso graffi, se non piccole ustioni, sulla nostra coscienza di vittoriani postumi, benché in larga parte inconsapevoli.
| Traduttore: | Paolo Dilonardo |
| Editore: | Adelphi |
| Collana: | Piccola biblioteca Adelphi |
| Codice EAN: | 9788845931468 |
| Anno edizione: | 2017 |
| Anno pubblicazione: | 2017 |
| Dati: | 211 p., brossura |





