Descrizione
Negli anni in cui elaborava la sua opera capitale, Il mulino di Amleto, Giorgio de Santillana pubblicò alcuni saggi che miravano a introdurci a quella nuova visione, così sconcertante, di tutto il mondo arcaico. E innanzitutto si soffermò sullidea posta allorigine di ogni altra nella imponente concezione del cosmo che ci appare già formata al nascere della scrittura: lidea di fato. Questa necessità scandita nel tempo, che tocca tutte le figure «sul teatro del mondo ammascherate, come direbbe Campanella», ed è segnata dal moto degli astri, si lascia riconoscere nei più svariati documenti: «nel paesaggio coltivato, nelle immagini, nel mito, nella tradizione molte volte dispersa e frammentata ma in cui si ravvisano, come i pezzi di un puzzle, ingegnose costruzioni narrative che si erano venute diffondendo e che, ricomposte almeno in parte, si rivelano essere il primo linguaggio scientifico». Ma la perfetta «incastellatura di corrispondenze», per cui numeri e immagini si dispongono nei punti nodali di un cosmo dove «tutto è come deve essere, se è», lascia intravedere un dramma iniziale, «un grande conflitto dei primi tempi, in cui venne dissestata la fabbrica delluniverso». Capire il mito o la scienza arcaica, avvinticome Santillana ci ha dimostratoluno allaltra, è un riscoprire le tracce sia di quellordine sia di quel dissesto. Dai Caldei a Parmenide, a cui qui è dedicato un celebre saggio, è stato questo il fuoco centrale del pensiero. Nei saggi qui raccolti torniamo a percepirne la luce.
| Traduttore: | Alessandro Passi; Romano Mastromattei |
| Editore: | Adelphi |
| Collana: | Piccola biblioteca Adelphi |
| Codice EAN: | 9788845906206 |
| Anno edizione: | 1985 |
| Anno pubblicazione: | 1985 |
| Dati: | 172 p., brossura, 5 ed. |





