Descrizione
Per tutte le concezioni mistiche del linguaggio, dalle metafisiche orientali a Jacob Böhme fino al giovane Benjamin, lessenza del linguaggio coincide con lessenza stessa del mondo. Ma il primato della parola come luogo sacro prende un rilievo speciale nella tradizione ebraica: e la meditazione sul Nome, anzi sui Nomi di Dio, sul loro fondo impronunciabile e le loro infinite possibilità combinatorie, assume qui i caratteri di una passione assoluta, di cui si è alimentato per secoli il pensiero della Qabbalah. Illuminando via via magistralmente alcuni dei suoi snodi e delle sue figure maggioridalle pagine oscure e pregnanti del Sefer Yesirah a Isacco il Cieco, a Giqatilla e ad Abulafia , Gershom Scholem mostra come la mistica ebraica sia tornata instancabilmente sul tema del Nome e del suo rapporto con la rivelazione. Per la Qabbalah, lessenza divina si manifesta attraverso dieci emanazioni, congiunte nellalbero delle sefirot. E le ventidue lettere dellalfabeto sono uno sviluppo delle stesse sefirot. Perciò il lavoro sul linguaggio diventa il compito principale del mistico e del teosofo. Lalbero dei nomi fa tuttuno con lalbero delle cose, dove i nomi e le cose sono simili a «fiamme tremolanti» divampate da una sola radice. Allorigine di ogni forma linguistica vi è però, appunto, il Nome di Dio, le cui infinite varianti formano loggetto, secondo Abulafia, della vera scienza profetica: una vertiginosa ars combinatoria capace di ricondurre le lingue profane allunica lingua santa originaria.
| Traduttore: | Adriano Fabris |
| Editore: | Adelphi |
| Collana: | Piccola biblioteca Adelphi |
| Codice EAN: | 9788845913143 |
| Anno edizione: | 1998 |
| Anno pubblicazione: | 1998 |
| Dati: | 102 p., brossura, 5 ed. |





