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Perdersi negli altri e nelle cose. Lettere scelte Più Venduto

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Descrizione

Costretto, nel 1942, ad abbandonare Napoli, Croce confessa a un amico che a tormentarlo, oltre all'assenza della sua biblioteca, sono le disastrose comunicazioni postali. Una sofferenza che si può comprendere solo se si tiene presente che nel corso della sua vita Croce ha intessuto una rete di stupefacente ampiezza, strumento indispensabile per costruire quella comunità intellettuale nella quale credeva caparbiamente. Ma le decine di migliaia di lettere che ha scritto non sono soltanto lo specchio di queste relazioni e della sua intransigente etica del lavoro: sono dono di sé, schegge di letteratura, concentrati trattati filosofici, e, sempre, esemplari di un'arte della conversazione epistolare dove Croceche si rivolga a Labriola, a Borgese, a Laterza, a Cecchi, alla moglie Adele, a Einstein o a Togliattiesercita duttilità espressiva ed efficacia comunicativa, dosando con sapienza fermezza e schiettezza (ciò che definiva «parlare senza complimenti»), sobrietà e affabilità. Un'affabilità che può tuttavia trasformarsi in micidiale strategia retorica: come quando, nel 1925, alle «contumelie tonitruanti» che gli giungevano dai giornali del «partito dominante», risponde ricordando che ad attaccarlo sono gli stessi che invocano da lui consigli e incoraggiamenti per i loro tentativi letterari: «in Italia ci conosciamo tutti, e quegli apparenti ingiuriatori, in fondo, mi vogliono bene».

Editore: Adelphi
Collana: Piccola biblioteca Adelphi
Codice EAN: 9788845941320
Anno edizione: 2026
Anno pubblicazione: 2026
Dati: 214 p.,libro in brossura