Descrizione
Jean Cocteau vedeva Misia come una «giovane tigre infiocchettata», dal «viso dolce e crudele di gatta rosa», mentre troneggia al centro del palco reale a una prima dei Balletti Russi. Amabile e vitale, non priva di artigli, Misia accompagnò e protesse i grandi anni dellAvanguardia a Parigi, quando le scoperte dellarte erano anche eventi mondani e gli eventi mondani lanciavano un nuovo stile di vita. Di quel mondo Misia fu lincontrastata sovrana: Mallarmé le dedicò un ventaglio, Renoir la pregava di scoprire un po il seno mentre la dipingeva, Diaghilev ricorreva tempestosamente al suo aiuto, Proust rispondeva ai suoi rimproveri, Satie la voleva come madrina ai suoi concerti. Cosmopolita per nascita, cresciuta in stanze dove loggetto indispensabile era il pianoforte, fra drammi passionali e ospiti illustri che vanno e vengono, Misia colse subito lavventura dei suoi anni e il fiuto per il talento non lingannò mai.
Queste sue memorie sono un autoritratto vivido e insieme levocazione di unepoca che ormai ha acquistato i tratti del favoloso e del remoto. Anche a Misia, vissuta allombra del genio, Cocteau riconosceva un genio: quello «di camminare, ridere, rimettere qualcuno al suo posto, maneggiare un ventaglio, salire in macchina, inventare un diadema». E quello, possiamo aggiungere, di raccontare con leggerezza e con acume i suoi ricordi.
Misia Sert dettò, ormai quasi cieca, queste sue memorie negli ultimi anni della sua vita. Esse furono pubblicate postume a Parigi, da Gallimard, nel 1952.
| Traduttore: | Nancy Marotta |
| Editore: | Adelphi |
| Collana: | Piccola biblioteca Adelphi |
| Codice EAN: | 9788845904714 |
| Anno edizione: | 1981 |
| Anno pubblicazione: | 1981 |
| Dati: | 242 p., brossura, 4 ed. |





