Descrizione
Jaime de Angulo seppe scrivere i suoi mirabili Racconti indiani proprio perché agli indiani dAmerica dedicò tutta la sua vita, mimetizzandosi quasi tra loro e assumendo la loro sensibilità, «unico bianco che volesse sedersi a mangiare con loro». E così ha potuto osservare da un punto di vista privilegiato il fenomeno inverso: il necessario mescolarsi degli indiani, per sopravvivere, alla civiltà occidentale. Questi Indiani in tuta, che sono i protagonisti del breve e intenso frammento di memorie che qui presentiamo, sono personaggi di straordinaria finezza, in bilico fra due mondi che solo de Angulo è riuscito finora a raccontarci. Dopo Alce Nero parla questa è laltra epica, più moderna e nascosta, degli indiani dAmerica in contatto ormai remissivo con la civiltà dei bianchi, passati dalle loro grandi case sotterranee a squallide capanne fatte di bidoni, «piene di spifferi e di buchi nel tetto». Ma sempre aperti a quel «senso del meraviglioso» che aveva attirato de Angulo a condividere la loro vita, guardato con sospetto da molti antropologi, per i quali somigliava troppo a uno di quegli «ubriaconi che vanno in giro a rotolarsi nei fossi con gli sciamani». Eppure, forse proprio per questo, il suo occhio era tanto amoroso e lucido: «Mio Dio, è incredibile, passare dallascia di pietra al telegrafo senza fili nellarco di una vita! Indiani in tuta; no, non cè nulla di pittoresco in questi indiani ... in questi indiani che raccolgono i rifiuti dei bianchi nei mucchi della spazzatura ai margini della città. I miei indiani in tuta!...».
Indiani in tuta è stato pubblicato per la prima volta nel 1950.
| Traduttore: | A. M. Musso Colli |
| Editore: | Adelphi |
| Collana: | Piccola biblioteca Adelphi |
| Codice EAN: | 9788845903601 |
| Anno edizione: | 1978 |
| Anno pubblicazione: | 1978 |
| Dati: | 104 p., brossura, 3 ed. |





